Dieta antinfiammatoria?

Leggo spesso di proposte dietetiche-nutrizionali che propongono un’azione antinfiammatoria, spesso puntando l’indice su alcuni alimenti o classi di alimenti, di fatto non esistono alimenti o classi di alimenti che hanno un’azione proinfiammatoria su tutti i soggetti, sani o in stati patologici. Quindi non assolutamente detto che bisogno evitare il lattosio o i derivati del latte, il glutine, la soia, le solanacee per citare i più comunemente additati.
Questi, così come altri, vanno limitati o in alcuni casi completamente eliminati se si manifesta una sensibilità, ma non è detto che siano da eliminare per tutti.

Queste “eliminazioni” di certo rendono la dieta meno varia e quindi piacevole, di conseguenza meno perseguibile nel tempo, personalmente ritengo questo punto fondamentale, ovvero perché la dieta diventi uno stile di vita non può prescindere dal lato piacevole, quindi maggiori sono i limiti, minore è l’aderenza a lungo termine al programma.
Dunque non esiste una dieta anitinfiammatoria? Di fatto esiste una dieta che non sia proinfiammatoria, ovvero un programma nutrizionale che non crei fenomeni infiammatori e l’unico che ha un razionale biochimico fisiologico è quello conseguente all’innalzamento della glicemia, cosa che succede ogni volta che mangiamo e tanto più rapido ed intenso quanti più sono i carboidrati presenti, in assoluto, ed in rapporto agli altri nutrienti.
Questo perché si verifica il fenomeno della glicazione delle proteine, il glucosio su lega alle proteine rendendole inutili e quindi da sostituire, se non vengono sostituite rapidamente danno luogo agli AGE (Advanced Glycation Endproduct) molecole sicuramente infiammatorie, potenzialmente cancerogene.

Dunque una dieta che limita come l’intensità (quindi avere sempre delle fibre ai pasti, in particolare se ricchi di carboidrati) e la rapidità (ma limitare anche il quantitativo assoluto dei carboidrati presenti) degli innalzamenti glicemici è antiinfiammatoria. Ciò non significa non mangiare un dolce o un primo ben condito, innanzitutto bisognerebbe non averli ogni giorno (in modo da dare il tempo al nostro organismo di sostituire le proteine glicate) e cercare di inserire sempre della verdura o degli ortaggi ad ogni pasto, specialmente prima di un bel piatto di pasta, che fa parte della nostra cultura e non è dannoso di per sé!
Come ogni alimento, zucchero compreso, non di per sé dannoso, è problematico l’uso che ne facciamo.

Autore: Dr. Roberto Cannataro

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