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Obesità: un problema sottovalutato

L’obesità rappresenta un disturbo e una malattia spesso trascurata. Definita come patologia cronica caratterizzata dall’aumento della massa grassa a cui spesso sono associate altre patologie, come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari.

La classificazione dell’obesità è data dalla valutazione antropometrica che si basa sul calcolo dell’indice di massa corporea. Il BMI può essere facilmente calcolato dividendo il peso per l’altezza al quadrato. Il risultato determina uno stato di:

  • Sottopeso, inferiore a 18,4 BMI;

  • Normopeso, tra 18,5 e 24,9 BMI;

  • Sovrappeso, tra 25 e 29,9 BMI.

I valori di riferimento per l’obesità distinguono uno stato di:

  • Obesità di I grado, tra 30 e 34,9 BMI;

  • Obesità di II grado, tra 35 e 39,9 BMI;

  • Obesità di III grado, superiore a 40 BMI.

La distribuzione della massa grassa sul corpo distingue l’obesità armonica e l’obesità disarmonica o distrofica. L’obesità armonica è data da un carattere distrettuale di massa grassa distribuito secondo:

  • Obesità centrale, l’adipe si accumula su addome e tronco;

  • Obesità periferica, l’adipe si accumula su cosce e glutei.

L’incidenza della patologia nella popolazione mondiale tende ad aumentare, soprattutto nei paesi sviluppati. In Italia, il 30% della popolazione è in sovrappeso e l’11% soffre di obesità. Nella popolazione infantile, il 23% è in sovrappeso e l’11% è in uno stato di obesità.

Le cause dell’insorgere della patologia possono essere genetiche o dovute ad alterazioni ormonali ma solitamente sono determinate da fattori di cattiva alimentazione e poco/assente attività fisica. Spesso per impegni lavorativi, stress o insoddisfazione personale, si tende a rifugiarsi nel cibo e in particolare in “alimenti spazzatura” con alti livelli di valore energetico e basse sostanze nutritive. Pasti abbondanti, alimentazione scorretta, hobby sedentari e poco movimento determinano l’insorgenza di patologie alimentari. La salute inizia a tavola e prendersi cura della propria alimentazione, affiancati da un nutrizionista e un dietologo, può migliorare il proprio benessere psico-fisico.

L’obesità può avere serie complicazioni e sicuramente compromettere benessere e vita sociale. Le terapie utilizzate dagli specialisti del settore mirano a ridurre il peso del 10% per avere i primi risultati di miglioramento delle condizioni generali di salute.

L’educazione alimentare è il primo passo per l’approccio giusto al problema. Le regole di una corretta alimentazione riguardano la quantità dei cibi, la qualità degli alimenti e le differenti cotture. Innanzitutto, si mira ad evitare gli eccessi e le tentazioni, quindi si rende necessario stabilire gli orari dei pasti e fare almeno 5 pasti al giorno, da rispettare. Gli spuntini salutari servono a smorzare la fame ed evitare di arrivare a tavola con un eccesso di fame. Sono necessari piccole porzioni da masticare lentamente, in un ambiente tranquillo e privo di stress. Consigliabile cucinare gli alimenti con metodi di cottura sani, come il vapore, ed evitare di acquistare piatti pronti o precotti. Prediligere frutta, verdura, pesce, fibre, carne magra (pollo e tacchino) e consumare carne rossa una volta la settimana. Svuotare la dispensa da cibi grassi e ad alto livello di zuccheri, come merendine, dolci, salse, bibite gassate, permette di evitare pericolose tentazioni nocive per la salute. Infine, praticare attività fisica all’aperto una volta al giorno per almeno 30 minuti, aiuta il benessere fisico e riduce lo stress.

L’obesità costituisce una patologia sottovalutata e in via di sviluppo, per questo affidarsi a specialisti, nutrizionisti e dietologi, è necessario e doveroso.

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1 comment

  • truongdx Posted 21.12.2016 in 10:16.

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